Sidro

Non si può fare sidro senza porre al primo posto l’antico sapere enologico tramandato dal mondo antico del sidro a noi.

Ok è una bevanda alcolica.

Ok è fatto con le mele.

 

Ma prima di tutto è una filosofia di vita che mette al centro l’armonia e la bellezza di secolari alberi di mele e pere inserite perfettamente nel paesaggio delle più imponenti e belle montagne d’Europa.

 

Non si può fare sidro senza sapere dove nascono chi sono e cosa possono esprimere le nostre antiche varietà di melo.

 

L’obbiettivo che poniamo è mettere in bottiglia ciò che ci circonda, rispettando tutte le componenti chimiche, fisiche ed organolettiche delle nostre mele, valorizzandole con una bollicina fine ed elegante in grado di trasportarci inebriandoci tra i fiori dei nostri meli, tra le nostre valli e tra i nostri ghiacciai.

 

La raccolta è fatta manualmente su alberi alti otre 10 metri, il momento della raccolta varia per varietà e locazione altimetrica, le fermentazioni vengono fatte a temperatura controllate in vasche e botti impiegando vari ceppi di lievito selezionati e non. Seguono due logiche di rifermentazione in bottiglia, che passano dal metodo ancestrali al metodo classico.

 

Tutto è questo non può che essere un lavoro di tanti uomini e donne di cui ognuno ne è parte : chi custodisce i nostri secolari meli, Lara, Loris, Nicolas, Corrado, Remo, Roberto, chi analizza i frutti ed i mosti aiutandoci a capire come Chantal, chi fa i conti Emidio, Paola, chi progetta Paolo , che vinifica Gianluca e Gaston , chi cura come vestiamo e presentiamo il nostro lavoro, Luca ed infine chi racconta al mondo chi siamo Giuseppe e Daniele.

 

Come in un grande albero ricco di tante mele, l’albero di Maley e fortemente ancorato nel territorio del Monte Bianco ma i suoi rami ed i suoi uomini che proiettati verso le montagne cercano di realizzare al meglio il sidro che vi apprestate a bere.

 

Il Sidro secondo Gianluca